Iniziata la sfida nella ricerca del lavoro, ricorda di avere un buon curriculum vitae aggiornato sempre con te.
Il curriculum vitae è :
• un documento sintetico che riporta gli aspetti salienti della tua formazione, delle tue esperienze e delle tue competenze;
• mira a colpire l’interesse del selezionatore;
• il fine è quello di ottenere un colloquio di lavoro.
Un buon curriculum deve essere :
• ben organizzato e facile da leggere;
• professionale;
• sintetico;
• mirato ai requisiti del lavoro per cui ti proponi;
• esauriente e completo nei contenuti.
Attenzione : il curriculum deve essere sempre adattato alla funzione per cui ti proponi; i curricula generici, vengono spesso cestinati.
Il cuore del curriculum è rappresentato dalla tua esperienza professionale in cui vanno inserite anche le esperienze di volontariato, tirocinio e lavori saltuari.
Generalmente è meglio seguire il criterio anticronologico, partendo quindi dall’esperienza più recente, soprattutto se ci si candida per una posizione analoga, in modo da far emergere le affinità tra il proprio percorso e la posizione per cui ci si propone.
La sezione della formazione è soprattutto per i neolaureati, la più rilevante del curriculum.
I dati da inserire riguardano il periodo di studio, il nome dell’Istituto, le principali materie affrontate e la qualifica conseguita.
E’ possibile inserire anche altre attività di formazione (master, corsi per capacità trasversali); indicare sempre la tipologia, la durata, gli obiettivi e l’ente organizzatore.
La sezione dedicata alle note personali è relativa a tutte quelle informazioni supplementari relative alle esperienze che ti hanno permesso di sviluppare determinate capacità utili per svolgere la professione per cui ti stai proponendo (capacità di lavorare in gruppo, capacità di leadership, gestione delle relazioni, capacità di comunicazione). Rientrano qui, gli interessi personali, le attività extra•scolastiche e lo sport, ecc…. .
Inoltre ricorda di evidenziare tutti quegli elementi che possono essere utili al selezionatore: capacità nell’utilizzo del computer, adeguata conoscenza delle lingue straniere e competenze tecniche in generale.
Infine un dato fondamentale è la liberatoria per il trattamento dei dati personali (Legge sulla privacy). La formule sono diverse, la sostanza è la stessa: “ Ai sensi del D. Lgs. 196/2003 autorizzo il trattamento dei dati personali”.
Formato europeo del curriculum vitae – Europass
Se il tuo curriculum vitae ha colpito l’interesse del selezionatore, preparati per affrontare la fase più importante della selezione del personale: il colloquio di lavoro.
Il colloquio di lavoro ti dà l’opportunità di illustrare e valorizzare le tue competenze. Chi ti sta di fronte ha l’arduo compito di raccogliere una serie di informazioni che gli permettano di formulare un giudizio preciso su di te, e stabilire se sei il candidato “giusto” per quel lavoro.
Ricorda che i tuoi obiettivi nel colloquio sono:
• mostrare una forte motivazione per la posizione offerta;
• presentare la tua persona e la tua professionalità;
• mettere in risalto i punti di forza che ti rendono adatto al ruolo per cui ti candidi;
• suscitare l’interesse del selezionatone.
La preparazione
Per prepararti al colloquio ti suggeriamo di :
• raccogliere più informazioni possibili sulla società e sulla mansione. Più informato sarai più avrai modo di impressionare il datore di lavoro;
• prepararti alle domande del selezionatore. Quello che il datore chiede è prevedibile: riprendi la parte del bilancio delle competenze, preparati le risposte e allenati ad esporle in modo chiaro e sintetico;
• definire una lista di domande che desideri porre al selezionatore. Il colloquio è uno scambio di informazioni in cui anche tu hai il diritto e il dovere di porre domande sull’azienda e sulle caratteristiche del profilo da ricoprire.
• identificare la sede del colloquio. Perdersi alla ricerca della sede e giungere in ritardo spesso vuol dire giocarsi l’occasione. Fa’ un sopralluogo qualche giorno prima, utilizza una mappa o parti con largo anticipo, ma arriva puntuale!
• decidere cosa indossare: la prima impressione è molto importante e il modo in cui ti vesti ha un forte impatto. Non ci sono regole generali se non quello di indossare abiti sobri e adatti alla società e al ruolo che vuoi ricoprire (evita qualsiasi eccentricità).
L’atteggiamento generale
• attenzione ai primi momenti del colloquio. Alla tipica domanda “mi parli di Lei” oppure “come mai qui?”, che è volutamente generale per metterti a tuo agio (ma anche per farti scoprire), rispondi brevemente e chiaramente, parlando per non più di 2 minuti alla volta;
• dopo questi 2 minuti non lasciare mai cadere il silenzio: rivolgiti, gentilmente ma senza timore, al tuo interlocutore. Serve per allentare la tensione e per mostrare un atteggiamento aperto e dialogico. Dopo aver descritto che sei, chiedi pure se la persona davanti a te è d’accordo, o se quell’impiego ha determinate caratteristiche.
• non criticare mai ex datori di lavoro, clienti, fornitori, colleghi.
• fai in modo che la tua curiosità sulla probabile retribuzione non sia tra le tue prime domande, ma fallo solo dopo aver percepito una possibilità di assunzione;
• ovviamente NON mentire, MAI. Un periodo di disoccupazione, una difficoltà in famiglia o negli studi può essere spiegato in maniera matura, senza farne scaturire difetti o colpe.
• si parla sempre, relativamente al colloquio di lavoro, dell’ atteggiamento non verbale, di come si gesticola, di come si incrociano le braccia, si accavallano le gambe. Sapere intervenire sul proprio comportamento non verbale richiede tempo ed enorme attenzione, e nessuno ti chiede di diventare attore. Sii quindi te stesso ed evita atteggiamenti artefatti.
• Se il tuo colloquio di lavoro non è andato a buon fine, non disperare! Il tuo prossimo colloquio andrà sicuramente meglio!
Domande tipiche del colloquio di lavoro
Chi fa il colloquio ha l’obiettivo di scoprire che tipo di persona e di lavoratore sei, nel breve lasso di tempo di circa un’ora. Ovviamente, è impossibile prepararsi a tutte le potenziali domande, ma considera che molte di esse, cercano di raccogliere lo stesso tipo di informazioni.
Di seguito riportiamo alcune tra le domande tipiche di un colloquio.
Domande personali
• mi parli di Lei
• quali sono i Suoi obiettivi professionali?
• ci dica quali sono i Suoi principali difetti e le principali qualità?
• mi descriva una Suo giornata di lavoro tra 5, 10 anni.
• qual è stato il Suo più grande fallimento e il Suo maggior successo?
• da quanto tempo cerca lavoro? come mai da così tanto?
• quale è il Suo lavoro ideale?
• quali sono le occasioni in cui litiga con le persone, e perché?
• come prende una decisione importante?
• di solito che cosa fa la sera? e nel fine settimana?
• quali programmi TV guarda e perché?
• quali libri legge?
• che hobby ha?
Esperienze professionali e formazione
• riassuma brevemente il Suo curriculum.
• come ha scelto il corso di studi?
• come mai è stato bocciato?
• come mai non ha terminato l’università?
• che materie di studio ha preferito?
• se ricominciasse, quale corso di studi sceglierebbe?
• perché sta cercando un altro lavoro?
• perché ha accettato l’ultimo lavoro?
• cosa pensa dei Suo attuale datore di lavoro?
• che cosa pensa dei Suoi colleghi?
• che cosa Le piaceva di più e cosa di meno nel Suo impiego precedente? e in quello attuale?
• mi parli del Suo peggiore e del Suo migliore datore di lavoro
Lavoro proposto
• che cosa pensa di questo lavoro?
• perché si è candidato?
• cosa conosce della nostra azienda?
• quale è l’immagine pubblica della nostra azienda?
• mi spieghi le ragioni per le quali dovremmo assumerla.
• che cosa pensa di avere in più degli altri candidati?
• non Le sembra di essere carente di esperienza. |