1. Contratto a tempo indeterminato
Il contratto a tempo indeterminato è quel contratto che a seguito di un periodo di prova, si trasforma in un’assunzione in cui non sono previsti termini di scadenza e riguarda la generalità dei contratti di lavoro (contratti tipici). E’ il contratto base che dà al dipendente maggiori garanzie.
L'azienda, infatti, è obbligata ad assicurare (tramite l'INAIL) il dipendente, che viene così tutelato in caso di possibili danni a sé e a terzi mentre svolge la propria prestazione, versa le imposte sul reddito al posto del dipendente (la legge prevede infatti che l'azienda sia il "sostituto d'imposta" del lavoratore), e paga inoltre i contributi per la pensione all'INPS.
Al dipendente spettano poi un certo numero di giorni di ferie pagate dall'azienda, la tredicesima (ovvero uno stipendio oltre a quello dei dodici mesi) e, per le donne, i permessi per la maternità corrispondenti a un minimo di cinque mesi con la garanzia di non perdere l'impiego. Nessun lavoratore può poi essere licenziato "in tronco" se non per giusta causa (se commette un furto, ecc.) oppure per giustificato motivo (crisi dell'azienda o chiusura della stessa).
Al momento della stipula del contratto, lavoratore e datore possono stabilire un Periodo di prova cha va però fissato per iscritto . Se non è comprovato, il periodo di prova è nullo e il lavoratore è assunto fin da subito a tempo indeterminato.
La durata di tale periodo è variabile a seconda del livello e dell'inquadramento (si va da un minimo di 15 giorni per gli operai a periodi di sei mesi per quadri e dirigenti).
Durante questo periodo, sia il lavoratore che l'azienda possono interrompere il rapporto senza preavviso, ovvero da un giorno con l'altro, per qualunque motivo.
Anche dopo il periodo di prova, il lavoratore può dare le dimissioni quando lo desidera. E' tenuto però a dare all'azienda un tempo di preavviso (variabile a seconda del livello e dell'anzianità) prima di poter lasciare definitivamente la società. L'impresa è quindi tenuta a pagare al proprio dipendente il " trattamento di fine rapporto" (la cosiddetta liquidazione), che sarà maggiore quanto più lungo è stato il rapporto di lavoro.
Il contratto a tempo indeterminato deve sempre avere la forma scritta e può essere a tempo pieno o part-time.
Nel caso del tempo pieno, si specifica che l’orario normale è di 40 ore settimanali, anche se la durata massima dell’orario viene determinata nei contratti collettivi di lavoro ( CCNL).
Infine, siccome non sono previsti termini di scadenza, un rapporto di lavoro a tempo indeterminato può cessare solo per le seguenti cause: dimissioni, pensionamento, decesso o licenziamento per giusta causa o giustificato motivo.
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